Il coraggio di essere se stessi anche nel marketing

Il coraggio di essere se stessi anche nel marketing

Confrontarsi con i colleghi è stimolante, ma soprattutto molto utile per capire in che direzione sta andando la propria attività e con essa il mondo del marketing e il modo di pensare delle persone.

Una delle lamentele che ultimamente sento riportare più spesso tra i colleghi freelancer del web marketing è la propensione alla omologazione da parte dei clienti, aspetto di cui mi sono accorta già da tempo e che mi sta particolarmente a cuore: che fine ha fatto l’originalità? Perché è così difficile provare a essere diversi?

Chi mi conosce di persona lo sa bene: piuttosto che farmi trasportare dalle mode del momento perché lo fanno tutti, preferisco fare qualcosa di differente e intraprendere una strada alternativa, e questo penso sia una questione di carattere (grazia papà).

Non che io voglia fare a tutti i costi la diversa o la bastian contraria della situazione, ma trovo che facendo tutti le stesse identiche cose nello stesso identico modo rischiamo di produrre un unico risultato: solo ed esclusivamente un banale appiattimento e omologazione, con una conseguente povertà di contenuti e totale mancanza di nuovi spunti. Una tristezza totale insomma!

Essere se stessi: una sfida che ripaga

Il coraggio di essere se stessi è un tema a me caro, che permea la mia vita da sempre, ma è anche il messaggio che cerco di far passare il più possibile ai miei clienti: avere il coraggio di essere se stessi, anche nel digital marketing, può essere impegnativo – richiede buone idee, sforzo, audacia e creatività costanti – ma alla lunga ripaga.

Certo, il risultato non è garantito, ma quando arriva è di gran lunga superiore al successo mediocre di chi va avanti per omologazione. E poi sì. ovviamente è più facile seguire le orme di un percorso già intrapreso, diventato ormai assodato, e seguirne la scia, facendo propria una tendenza o una modalità ideata da altri.

La formula del resto è semplice: vedi che qualcuno ha avuto successo operando in un particolare modo con un determinato prodotto e quindi decidi di fare esattamente la stessa cosa sperando di ottenere il medesimo risultato. Se ha avuto successo lui, allora se faccio la stessa cosa avrò successo anche io, no?

In realtà no, non funziona per niente così.

Forse quella persona ha avuto successo perché ha avuto una intuizione brillante che l’ha portato a essere un innovatore nel suo mercato, puntando su una idea tutta sua, che è quindi parte ed espressione di se stesso. Ecco anche tu dovresti fare lo stesso, ma trovando una formula che sia tutta tua e non copiata.

Originalità, questa sconosciuta

Dove vedo mancanza di originalità nel mio lavoro? Lo vedo tutti i giorni nelle creazione dei contenuti per i social, quando il cliente vuole fare un reel in quel modo perché adesso è diventato un nuovo trend e tutti fanno così. Oppure nella storia su Instagram da accompagnare sempre e solo con quella canzone (ce n’è in particolare una che non posso proprio sopportare ed è questa qui). Ok che utilizzare le canzone in trend può essere premiante per l’algoritmo di Instagram, ma si può almeno pensare di variare un po’… non possiamo finire per usare tutti la stessa musica e lo stesso format!

Oppure c’è la richiesta di aprire un account su Tik Tok perché è il social del momento e non puoi non esserci, senza aver prima fatto un’analisi o essersi chiesti se Tik Tok rientri nel proprio target di riferimento e possa essere lo strumento giusto per raggiungere il proprio pubblico.

Ma non solo nei social: c’è il cliente che vuole un sito identico in tutto e per tutto a quello del concorrente XY perché gli piace troppo, oppure che ti chiede di usare nel copy quei particolari termini che adesso vanno tanto di moda o perché di solito si usa questo aggettivo (senza parlare della predilezione per l’abbondanza di inglesismi perché fanno più figo). 🙄

Insomma, c’è da mettersi le mani nei capelli (o almeno è quello che faccio io).

Perché non provare a essere una mucca viola?

C’è un libro famosissimo di Seth Godin, scrittore, imprenditore e guru del marketing digitale, che si intitola La mucca viola (libro che personalmente ho adorato)che spiega benissimo perché è così importante avere coraggio di essere se stessi, anche nel marketing.

Come scrive Seth Godin:

In una strada americana, di quelle lunghissime e sempre dritte, mentre stai viaggiando in auto, alla tua destra puoi scorgere un mare di mucche che pascolano. Dopo un primo sguardo in poco tempo la tua mente dimenticherà tutte le mucche che hai visto e continuerai a guidare tranquillo a meno che, una di quelle mucche sia viola.

La cosa è semplice: se non hai nulla di particolare da dire, mostrare o offrire, se sei semplicemente identico a tutti gli altri, nessuno si accorgerà di te, o quantomeno passerai solo per uno dei tanti.

Tu però sei diverso: sei diverso perché ognuno di noi lo è. Ecco che allora ogni professionista o brand che si affaccia sul mercato dovrebbe comunicare la propria specificità e identità.

Avere il coraggio di essere se stessi è la chiave di svolta: chi sei tu? In cosa credi? Cosa ti rende unico e speciale? Perché sei diverso dai tuoi concorrenti? Cosa offri in più o di differente rispetto a quello che offrono loro?

Partire da un’analisi di se stesso/del proprio brand/attività richiede un lavoro approfondito di auto-definizione e introspezione, ma solo allora saprai chi sei, cosa ti differenzia e cosa devi raccontare al tuo pubblico per farti conoscere e apprezzare.

Claudia Moreschi
Claudia Moreschi

Sono una freelance e mi occupo di social media, copywriting e realizzazione di testi per il web, consulenza digitale e blogging. Appena posso faccio la valigia e parto. Possibilmente verso est.

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