Essere sempre disponibili per i clienti: è un bene o un male?

Una nuova mail è sempre lì, pronta ad arrivare, incurante che sia sabato o siano le 23 di sera (o peggio ancora le 23 di un sabato sera), e tu, da bravo freelancer, corri subito a rispondere per soddisfare la richiesta del tuo cliente, in ogni momento. Eh sì, perché tu ci sei sempre, ti piace esserci sempre.

I tuoi clienti apprezzano molto questo tuo atteggiamento generoso e ti coprono di lodi, sottolineando quanto sei sempre disponibile, gentile, veloce nella risposta e pronto a correre in loro soccorso in ogni occasione.

Questo è un pregio, un grande pregio, che ti fa guadagnare punti agli occhi del cliente; molto probabilmente contribuirà a fare in modo che, il tuo cliente, soddisfatto del tuo lavoro e della tua disponibilità, faccia il tuo nome ad altri o parlerà bene del tuo operato (il famoso “passaparola“).

Dal mio punto di vista, essere sempre disponibile nei confronti dei miei clienti è qualcosa di spontaneo e assolutamente piacevole: faccio sempre tutto il possibile per assecondarli e proprio non riesco a non rispondere immediatamente a una mail, un messaggio o a una richiesta. Per i clienti ci sono sempre.

Se aggiungiamo poi il fatto che per il lavoro che faccio sono costantemente – nolente o dolente – connessa a Internet e ho sempre sottocchio le notifiche, è subito spiegato perché non mi sfugga una mail appena arrivata o un messaggio su Whatsapp.

La nostra più grande risorsa è il cliente! Tratta ogni cliente come se fosse l’unico! (Laurice Leitao) Condividi il Tweet

Se un cliente mi scrive di domenica mattina o se mi manda un messaggio alle 22:45 di sera, rispondo senza problemi, perché, lavorando da freelancer, i miei orari non sono certo i classici orari da ufficio (anzi, diciamo che orari fissi proprio non ne ho). Una sera però è capitato: ero stanca, avevo lavorato tutto il giorno fino a tardi, e quando un mio cliente mi ha inviato una mail con delle richieste, mi sono detta “Per una volta mi permetto il lusso di rispondergli domani mattina”.

Quello che voleva essere un mio tentativo di disconnettermi per una sera dalla tecnologia e dalla mia disponibilità 24h  su 24, ha avuto però un’altra conseguenza: dopo una mezzora è arrivato un messaggio su Whatsapp, da parte di quello stesso cliente, che mi chiedeva allarmato “Ma non hai ricevuto la mia mail?”. Al che io ho risposto, ma la cosa mi ha fatto molto riflettere.

Va bene la disponibilità ad ogni ora e in qualsiasi giorno, ma forse sono stata io che, dimostrandomi disponibile, ho “abituato troppo bene” i miei clienti? Ho generato dei mostri? Mostrandomi sempre a disposizione mi sono forse tirata la zappa sui piedi? Probabilmente sì.

Se non ci prendiamo cura dei nostri clienti, lo farà qualcun altro. (Anonimo) Condividi il Tweet

Probabilmente dovrei imparare, ogni tanto, a spegnere il telefono, a disattivare i dati mobili dopo una certa ora, a non considerare le notifiche social e l’aggiornamento delle mail in certi frangenti… Perché il mio essere sempre connessa a volta mi pesa.

Però poi mi immagino lo scenario contrario: io che rispondo dopo tre giorni a una mail o che mi nego al telefono, che faccio finta di non aver visto una notifica o un messaggio… Che figura farei? Non rischierei forse di perdere la fiducia da parte del cliente? Quando questo succede a me, quando sono io a essere dall’altra parte, a essere cliente, e vengo ripagata con questo atteggiamento, cosa penso? Semplicemente tutto il male possibile, perché, ci vuole rispetto e affezione per i propri clienti, bisogna curarli e portarli in palmo di mano (alla fine è grazie a loro che porto a casa la pagnotta).

Altrimenti rischierei di fare la stessa figura di quel giardiniere da strapazzo che mi ha lasciato il lavoro a metà l’anno scorso (negandosi al telefono e dileguandosi dopo aver preteso di essere pagato immediatamente). In quell’occasione mi sono molto arrabbiata e sono rimasta molto male per l’atteggiamento dimostrato nei confronti di me cliente; però quell’episodio ce l’ho molto in testa perché rappresenta per me la situazione limite che io non voglio mai e poi mai vivere con i miei clienti: mi sa che io, alla fine, sarò sempre quella che risponde a una mail il sabato sera alle 22:45.

 

 

 

 

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