Hashtag: cosa sono e come usarli nel modo giusto

Se siete dei social media dipendenti li conoscerete benissimo, ma se siete ancora alle prime armi, forse è bene fare un po’ di chiarezza. Sto parlando degli hashtag, ovvero le parole chiave linkabili precedute da un cancelletto (#).

Ad alcuni possono anche sembrare inutili o antipatici, ma gli hashtag sono ormai parte integrante della comunicazione online, perciò è utile capire a cosa servono e come utilizzarli nel modo giusto.

La diffusione degli hashtag (da hash, “cancelletto”, e tag, “etichetta”) è cominciata grazie a Twitter, ma si è estesa anche ad altri social network (Google+, Instagram, Pinterest, Tumblr e da ultimo anche Facebook).

In Twitter il cancelletto trasforma ogni parola o gruppo di parole in un link tracciabile. In questo modo è possibile organizzare e indicizzare i contenuti oltre che partecipare a discussioni legate a un particolare argomento o evento. Ad esempio, se volete scrivere un tweet in riferimento alla puntata finale di Breaking Bad, includerete #BreakingBad nel vostro tweet per partecipare alla conversazione. Cliccando sull’hashtag #BreakingBad vedrete tutti i post che menzionano quell’argomento in tempo reale.

Il primo a concepire l’idea degli hashtag fu Chris Messina, nel 2007, uno sviluppatore che in un tweet propose di raggruppare gli argomenti di discussione utilizzando il simbolo del cancelletto. Twitter inizialmente rifiutò, ma nell’ottobre del 2007 i giornalisti americani misero in pratica l’esempio di Messina iniziando a usare #SanDiegoFire per postare tweet di aggiornamento su degli incendi che stavano devastando i boschi intorno a San Diego. Ben presto gli hashtag divennero parte integrante di Twitter, sia per la diffusione di eventi politici (come in Iran o in Egitto) sia per argomenti più futili (come il commento dei programmi TV).

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Quali sono le regole da sapere per usare bene gli hashtag?

  • Evitate gli spazi: se il vostro hashtag contiene più parole raggruppatele; se volete distinguere le diverse parole potete scrivere la prima lettera di ogni parola maiuscola. L’uso delle maiuscole comunque non altera i risultati della ricerca, cioè la ricerca di #BreakingBad dà gli stessi risultati di #breakingbad;
  • Potete inserirli dove volete, all’inizio del tweet, nel mezzo o alla fine. Basta semplicemente che fate seguire a # la parola (senza spazi);
  • Non esagerate: sono consigliati al massimo 2-3 hashtag per tweet e possibilmente hashtag pertinenti e specifici, non ripetuti;
  • Valgono anche i numeri: potete usare senza problemi un hashtag che contiene numeri (ad esempio #vacanze2016). Non inserite però virgole, punti di domanda o di esclamazione o virgole e nessun altro carattere speciale;
  • Non confondetevi con @, che in Twitter ha un significato completamente diverso. Se usate @ davanti a un nome di un utente su Twitter, manderete un tweet diretto a questo utente (anche se non lo conoscete o non siete un suo “follower”).
  • Potete creare gli hashtag che volete: non esiste una lista di hastag precostituiti, potete crearne anche voi di nuovi. Mettete un # prima di una serie di parole ed ecco fatto, avete creato un hashtag.
  • Non scrivete mai un tweet che contiene solo hashtag: confonde e non dice niente. Se tweettate semplicemente “#felice,” non state comunicando nulla ai vostri follower. Stessa cosa se scrivete “#BreakingBad è #fantastico.

Twitter, in quanto culla del moderno utilizzo degli hashtag, è la piattaforma in cui l’utilizzo degli hashtag è più versatile. Nella barra di sinistra, in “Tendenze“, è possibile scoprire quali sono gli hashtag più utilizzati al momento. Per cercare un particolare hashtag basta inserire la parola nello spazio per la ricerca (contrassegnato da una lente). Se volete sapere quali sono gli hashtag più trendy del momento sui social media potete anche consultare il sito Hashtags.org.

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