Dedicato a chi pensa che Facebook sia “roba da teenager”

Dal 2004, anno di lancio di Facebook, il mondo è cambiato molto e con esso il modo di comunicare. Il concetto di marketing ha conosciuto una metamorfosi pazzesca grazie/per colpa dei social network.

E le aziende quanto sono cambiate? Quelle non così tanto ahimè.

Resto letteralmente basita ogni volta che le persone mi chiedono: “Ma Facebook va ancora di moda?”. Resto attonita quando sento che molti lo ritengono uno strumento per ragazzini o un sistema per bighellonare anziché lavorare (infatti molte aziende ne impediscono l’accesso ai loro collaboratori). Apriamo gli occhi!

Ci può anche stare che inizialmente Facebook potesse essere concepito solo come un mezzo di socializzazione o un sistema per mantenere i contatti tra le persone (in effetti era stato creato apposta per quello), ma ora non più, soprattutto da parte delle aziende.

Partiamo dalle cifre. Facebook – sì, proprio quella roba da ragazzini – ha raggiunto il traguardo di 1 miliardo di iscritti a ottobre 2012. Nel momento in cui scrivo – fine maggio 2013 – sono (o meglio siamo) già più di 1,06 miliardi di iscritti.

A febbraio 2013 sono stati 28,6 i milioni di italiani che hanno navigato in Internet, con una media di 14,6 milioni al giorno. L’Italia è ai vertici di penetrazione da parte dei social media (86%).

Questo cosa significa? Il fatto che 1/7 della popolazione mondiale sia presente su Facebook non è un dato trascurabile. Per le aziende significa avere a disposizione uno straordinario numero di persone con cui è possibile entrare in contatto diretto, per conoscere meglio i loro gusti, le loro opinioni, le loro idee.

Utenti con cui interagire, da ascoltare, coinvolgere in iniziative e attrarre a sé. Utenti che – soprattutto – possono trasformarsi in potenziali clienti. E tutto ciò gratuitamente. Ebbene sì, perché oltre alle possibilità pubblicitarie a pagamento di Facebook, la più grande e straordinaria risorsa è quella della community.

Ogni grande brand deve avere una propria pagina Facebook e deve gestirla con cura, costanza e sapienza (come mi hanno insegnato “su Internet non si scrive a matita, ma con l’inchiostro”!). Là fuori c’è più di 1 miliardo di persone da raggiungere. Basta che abbiano un PC. O uno smartphone, il grande mercato in ascesa (lo sapevate che gli smartphone stanno vendendo di più dei PC?).

Non volete essere su Facebook? Il messaggio che fate passare è che non volete comunicare. Vedete un po’ voi.

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