Scrivere testi emozionali: come, quando, perché

Nel mondo del copywriting la tendenza degli ultimi anni è chiara: oggi si predilige scrivere testi emozionali. I testi di un sito web devono cioè essere in grado di emozionare e coinvolgere il lettore, facendolo sognare a occhi aperti, andando a colpire dritto al cuore e alla fantasia. Ma questo stile può essere applicato sempre? La mia risposta personale è: dipende.

Che cosa è lo stile emozionale

Lo stile emozionale della scrittura si distingue per il taglio nettamente bucolico, esaltante e sognante: fa largo uso di aggettivi, superlativi e metafore poetiche; si rivolge in prima persona al lettore cercando di coinvolgerlo il più possibile, parlandogli in modo diretto e cercando di andare a colpire la sua fantasia e i suoi sensi.

La scrittura emozionale cerca di esaltare e mettere in risalto i punti di forza, innalzando a un livello superiore l’oggetto della narrazione. Lo scopo è chiaro: cercare di colpire il lettore e incuriosirlo, suscitando in lui la voglia di scoprire in prima persona quell’hotel o quel b&b e quindi effettuare una prenotazione.

Ciò porta con sé però un rischio: quello di raggiungere stadi di esaltazione troppo elevati dando un’immagine poco realistica di quello che è in realtà la struttura.

Quando usare testi emozionali

Per lavoro scrivo molti testi di siti web di hotel e strutture turistiche. Quando chiedo al cliente che stile di scrittura preferisce dare ai testi del sito web, la risposta è quasi sempre la stessa: “voglio dei testi emozionali“.

La preferenza per una scrittura di tipo emozionale è una scelta azzeccata, sia perché rispecchia le tendenze attuali e sia perché – soprattutto – si traduce in uno stile di scrittura molto piacevole e accattivante. Non sempre però può essere applicato, quanto meno non allo stesso modo.

In questo ultimo periodo ho vissuto due diverse situazioni in cui mi sono soffermata a riflettere molto sulla scrittura di tipo emozionale (motivo per cui ho deciso di scrivere questo post): nel primo caso una struttura rivolta a una clientela di tipo business, comodo da raggiungere ma senza fronzoli o servizi particolari, mi ha fatto richiesta di testi più emozionali; nel secondo caso un hotel 4 stelle in posizione panoramica sul lago (con spa, ristorante, etc etc) mi ha invece espressamente richiesto dei testi informativi, evitando descrizioni troppo romanzate.

Tra i due clienti chi ha ragione?

Lo stile di scrittura che personalmente preferisco è quello che cerca di fare un giusto mix tra scrittura emozionale e scrittura informativa: chi legge deve sì restare affascinato e stregato dalla descrizione dell’hotel, ma deve pur sempre trovare le informazioni che cerca.

Io perseguo sempre un approccio di tipo realistico: se posso lasciarmi andare a una scrittura poetica ed emozionale nel caso di un castello medievale nella campagna toscana, non posso permettermi gli stessi slanci emotivi nel caso di un b&b spartano situato accanto alla tangenziale. Dobbiamo pur sempre essere onesti.

Il rischio, altrimenti, è quello di creare false aspettative e deludere il cliente, macchiandosi di falsità e mancanza di onestà (e di questi tempi siamo tutti subito pronti a scrivere la recensione negativa per sparare a zero sull’hotel e sul trattamento negativo ricevuto).

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